Sport Personal Branding: come comunicare sui social media da atleta

Quanto incide il personal branding nella carriera di un atleta? Perchè è importante parlare di sport personal branding? A cosa bisogna prestare attenzione nell’attività di comunicazione sui social media?

Oggi i social media sono per un atleta uno strumento strategico potente, in grado di costruire relazioni, rafforzare la propria immagine e aprire opportunità con sponsor e partner. 

In questo articolo mi soffermerò su come gli atleti possono usare i social media in modo efficace e valorizzare il proprio personal brand, con esempi concreti di chi lo fa già, e casi in cui una gestione poco attenta ha invece creato problemi. Se sei un atleta o lavori con sportivi, queste riflessioni ti aiuteranno a capire come comunicare online con coerenza, professionalità e creatività, trasformando ogni contenuto pubblicato in un’opportunità.

Un atleta è un brand?

La risposta è assolutamente sì. Anche i team sono dei brand. Personalmente è affascinante osservare come ogni sportivo e ogni team di rilievo abbia una tipologia di comunicazione strutturata in base al proprio essere e ai propri valori. 

Cosa implica questo? Due scenari legati alla comunicazione: 

  • Se gestita bene può portare l’atleta ad incrementare la propria fanbase e ad avere relazioni sempre più fidelizzate con loro. 
  • Se gestita male questa può portare a problemi di reputazione e a crisi che devono essere gestite accuratamente. 

I vantaggi del personal branding nello sport

Fare sport personal branding sui social media significa costruire un vero asset strategico, per generare nuove opportunità nel presente e nel futuro anche dopo il ritiro. Il social media scelto diventa il luogo in cui l’atleta racconta chi è e perché vale la pena seguirlo. Ecco i principali vantaggi dello sport personal branding:

  • Creazione di un pubblico proprietario: una community che segue l’atleta non solo per i risultati, ma per la sua identità. Questo rende il valore del personal brand più stabile nel tempo.
  • Più opportunità commerciali: collaborazioni e sponsorizzazioni più rilevanti, trattative più solide e un posizionamento più chiaro agli occhi dei brand. Una strategia di sport personal branding efficace aumenta il valore percepito.
  • Controllo della narrazione: i social media permettono all’atleta di raccontare il dietro le quinte, gestire momenti di crisi, mostrare autenticità e costruire fiducia.
  • Nuove strade professionali: grazie a un personal brand forte, l’atleta può accedere a percorsi paralleli o successivi alla carriera agonistica: coaching, imprenditoria, media, formazione e progetti personali.

In sintesi, investire nello sport personal branding significa trasformare la propria presenza online in un vantaggio competitivo reale. Se ti interessa l’argomento personal branding, ti rimando all’articolo che avevo realizzato qualche mese fa.

3 consigli che darei ad un atleta per una strategia di sport personal branding sui social media

Nel 2025 la comunicazione social di un atleta è un tema di rilievo per la sua carriera. Gli sportivi al giorno d’oggi sono considerati dei veri e propri influencer e possono perciò essere integrati all’interno di strategie di brand più strutturate. Oggi voglio parlare a te sportivo e offrirti 3 consigli base per prenderti cura della comunicazione dei tuoi profili social e per pianificare una strategia di sport personal branding. 

  1. Credo sia il più scontato: affidati ad un professionista della comunicazione sia per evitare scivoloni ed errori che potrebbero costarti caro, sia per attirare sponsor, fan, per comunicare meglio e infine per evitare di aggiungere un altro pensiero che potrebbe influire sulle tue prestazioni. In breve: una strategia social strutturata e una strategia di sport personal branding è fondamentale anche per uno sportivo. 
  2. Non limitarti a mostrare le foto delle tue prestazioni in campo. Racconta qualcosa in più su di te, sulla persona che sei fuori dal campo, sulle tue passioni e sui tuoi valori. 
  3. Presta attenzione alle parole che usi online e offline. Come atleta sei un personaggio pubblico e potresti ferire le emozioni di qualcuno. 

3 esempi di atleti che usano i social media in modo strategico

Da chi prendere spunto per comunicare con strategia sui social? Ti lascio qui 3 esempi di sport personal branding che reputo particolarmente interessanti:

  • Cristiano Ronaldo. In questo caso non parliamo di un fenomeno solo in campo, ma di un brand globale con oltre 600 milioni di follower. Un momento chiave della sua strategia è stato il lancio del canale YouTube nel 2021, una piattaforma che gli ha permesso di raccontarsi in maniera più approfondita. Qui non ci sono solo highlights delle partite o video promozionali: Cristiano Ronaldo mostra dietro le quinte della sua vita, interviste, momenti di allenamento, viaggi, collaborazioni con brand. Questo ha trasformato la sua presenza digitale: da semplice calciatore seguito sui social a vero e proprio storyteller, capace di coinvolgere il pubblico su più livelli con un messaggio sempre uguale basato su: disciplina, eccellenza, passione. Questo è un esempio perfetto di come un atleta oggi possa diventare un vero e proprio media brand, capace di ispirare, intrattenere e generare impatto, dentro e fuori dal campo.
  • Daria Kasaktina. Da un paio di anni, la tennista naturalizzata australiana ha scelto di creare un canale YouTube con la sua compagna di vita. “What the vlog” raccoglie tutti i contenuti extra tennistici ed è un modo per raccontare la vita di una tennista al di fuori del campo da tennis. Questa narrazione (riportata poi anche su altri social e anche da altri tennisti) diventa un modo per rafforzare la relazione con i fan e mostrare sempre di più la propria personalità. Questo approccio è inoltre un perfetto esempio di come un atleta possa sfruttare i social per il personal branding, trasformando la propria vita e il proprio stile di comunicazione in un asset strategico che va oltre risultati sportivi e sponsor, generando un engagement reale.
  • Jesse Lingard. La grande promessa inglese negli ultimi anni ha avuto problemi fisici che lo hanno portato ad avere cattive prestazioni sul campo e a trasferirsi in Corea del Sud, in un campionato meno competitivo rispetto a quello europeo. Jesse Lingard ha comunque sfruttato l’opportunità di questo trasferimento per lanciare il suo canale YouTube e raccontare la sua vita in Corea, mostrando il suo adattamento in questo nuovo paese. Questa narrazione ha diversi vantaggi strategici:
  1. Umanizzazione del personaggio: i fan vedono l’atleta come una persona reale, con sfide, adattamenti e vittorie quotidiane.
  2. Espansione del pubblico: oltre ai tifosi inglesi, Lingard raggiunge un pubblico coreano e internazionale, amplificando il proprio brand personale.
  3. Omnicanalità: contenuti condivisi su altre piattaforme social creano un ecosistema coerente, aumentando l’engagement e la visibilità dei partner commerciali.

In sintesi, Jesse Lingard mostra come un atleta possa trasformare un periodo di crisi o cambiamento in un’opportunità strategica, usando i social come strumento di storytelling, community building e personal branding, senza dipendere esclusivamente dalle prestazioni sul campo.

Cosa non fare sui social media quando sei uno sportivo: il caso Boniface

Un esempio abbastanza recente di come non usare i social media quando sei un personaggio pubblico è quello di Victor Boniface, attaccante nigeriano del Werder Brema. Cosa ha fatto il calciatore? Semplicemente ha pubblicato post social “deliranti” in cui affermava ad esempio: “La vita è come una scarpa, non puoi bere una mucca perché la terra è una carota”.

In questo caso il Werder Brema ha preso provvedimenti richiamando il giocatore perchè chiaramente messaggi sconnessi come questo potevano danneggiare la reputazione della squadra stessa. Ti lascio qui uno screenshoot della news riportata dalla Gazzetta dello Sport.

Il rovescio della medaglia dei social media: le scommesse

Nel caso di un personaggio pubblico come un atleta, c’è un aspetto sottovalutato legato alla gestione dei propri profili social. Purtroppo parlo del tema delle scommesse, argomento di cui si parla sempre troppo poco. Prova a pensare: sei un tennista, perdi una partita e appena apri i tuoi social ti ritrovi decine, centinaia di messaggi di insulti pesanti e minacce di morte. Negli anni sono tantissimi i tennisti (e anche altri sportivi) che hanno segnalato questo problema. Ad oggi tuttavia non sembrano ancora esserci soluzioni vere. Ti riporto qui ad esempio gli insulti ricevuti dal tennista italiano Vavassori e riportati in questo articolo della Gazzetta dello Sport.

Anche per questo è importante avvalersi di un supporto professionale per la gestione del proprio profilo social. 

In conclusione, i social media sono uno strumento potente, ma diventano davvero efficaci solo se gestiti con strategia e consapevolezza. Atleti come Cristiano Ronaldo, Daria Kasaktina e Jesse Lingard ci mostrano come coerenza, storytelling e cura dei contenuti possano trasformare ogni post in un’opportunità reale, per costruire fanbase, relazioni e brand personale. Questi sono esempi di sportivi che hanno saputo definire una strategia di sport personal branding.

Dall’altra parte, errori, post fuori contesto o una gestione superficiale possono danneggiare la reputazione in un attimo. Il messaggio è chiaro: gestisci i social come gestisci la carriera sportiva, con attenzione, professionalità e creatività. Se vuoi approfondire il tema del marketing sportivo, ti invito a leggere questo articolo di blog. Se invece vuoi confrontarti su come gli atleti possono migliorare la loro comunicazione, scrivimi qui!

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