Per immaginare il futuro, a volte serve fermarsi e guardare ciò che ci sta attorno con occhi più attenti e consapevoli.
Partecipare a Dialoghi d’impresa 2025 – Postcards from Italy mi è servito per rifocalizzarmi sulla bellezza dell’Italia, sul suo territorio e su come il turismo italiano abbia bisogno di nuove chiavi di lettura fatte di emozioni, relazioni e storie.
Non sapevo esattamente cosa aspettarmi dall’evento ideato da Andrea Bettini e da Perissinotto Lab, ma sapevo di poter trovare ispirazioni e persone che potessero lasciarmi spunti per il futuro. E così per due giorni ho viaggiato con la mente.
Venezia, turismo ed enogastronomia: il cuore di Dialoghi d’impresa 2025
A Dialoghi d’Impresa 2025 è emerso come il turismo non è soltanto un settore economico ma è una responsabilità culturale che richiede cura, visione e rispetto.
L’enogastronomia, allo stesso modo, non è un semplice mercato, ma una lingua viva che racconta territori, persone e tradizioni. Quando queste due dimensioni si incontrano, come nel caso dell’Italia, nasce un racconto capace di generare valore reale: emozioni, appartenenza, memoria. È questo intreccio a rendere l’Italia unica, e a ricordarci che ogni esperienza può diventare un pezzo di identità condivisa.
E proprio in relazione a questo, a dicembre 2025, la cucina italiana potrà diventare patrimonio immateriale dell’umanità.
Uno dei temi che mi porto a casa da Dialoghi d’Impresa è il valore della disconnessione. Se c’è una cosa che il turismo e l’enogastronomia insegnano, è che l’esperienza nasce quando smettiamo di correre e iniziamo a osservare davvero: i luoghi, le persone, le storie. Dialoghi d’impresa 2025 ha mostrato quanto la capacità di “staccare dal rumore” sia fondamentale anche per chi, come noi, lavora con dati, contenuti e strategie. Perché solo quando rallentiamo possiamo cogliere l’essenza dei territori e trasformarla in narrazioni autentiche e di valore.

Tre voci che hanno cambiato la mia prospettiva
Tra tutti gli speaker di Dialoghi d’impresa 2025, ho particolarmente apprezzato 3 persone:
- Marco Valmarana, fotografo veneziano. Non conoscevo Marco Valmarana prima dell’evento. Eppure, quando sono tornato a casa, avevo già deciso che avrei acquistato il suo libro fotografico. La sua Venezia non è la classica cartolina: è una città fluida, che si percepisce prima ancora di essere vista. Le sue foto sono particolari perchè raccontano degli spaccati di realtà veneziana con lo sguardo di chi ci ha sempre vissuto.
- Emilio Casalini, giornalista e autore del programma tv Generazione Bellezza. Emilio Casalini è una di quelle persone che riesce a trasformare un concetto complesso in una frase semplice, ma difficile da dimenticare: “Siamo i custodi delle nostre città.” Essere custodi significa assumersi un ruolo. Significa che il modo in cui raccontiamo un luogo determina la percezione che gli altri avranno di quello stesso luogo. E significa anche superare quella pigrizia che ci porta ad accontentarci e a non valorizzare ciò che abbiamo davvero tra le mani. È stato utile sentirlo? Sì, perché a volte serve che qualcuno ti ricordi che il racconto dell’Italia non riguarda solo istituzioni, aziende e operatori del turismo. Riguarda anche ognuno di noi.
- Mirko Lalli, imprenditore e founder di Dataappeal. L’intervento di Mirko Lalli mi ha lasciato una visione importante su alcuni dati del turismo. Ha spiegato perché l’intelligenza artificiale non può sostituire la sensibilità umana, ma può aiutarci a vedere ciò che altrimenti perderemmo. Il suo contributo è stato utile perché ha ribadito come: senza analisi, senza metriche, senza comprensione delle tendenze, nessuna visione può diventare progetto.
Tra tutti questi messaggi raccolti, ce n’è uno che continua a risuonare: il rischio più grande per l’Italia non è perdere turisti, ma perdere la capacità di raccontarsi.
Molti luoghi italiani mancano di narrazione e manca la cura nel costruire un racconto che vada oltre gli stereotipi. Basta pensare a quello che riescono a fare all’estero (mi ricollego a quanto ho visto a New York e che ho raccontato nel mio articolo di blog) con ambizione e voglia di fare.

La cartolina d’Italia più bella che mi porto a casa: il teatro di Andromeda
Il Teatro di Andromeda. Prima di questo evento non lo conoscevo e devo ringraziare Emilio Casalini per averlo citato. Ho cercato subito su Google un immagine di questo teatro (ti invito a farlo!) e sono rimasto colpito da quanta bellezza e spiritualità ci fosse in questo luogo lontano da tutto e tutti. L’immagine del Teatro di Andromeda non è una semplice cartolina e ci porta a chiederci: Che cosa decidiamo di custodire?”
Insomma, posso dire che Dialoghi d’Impresa 2025 – Postcards from Italy mi ha ricordato il perchè del mio lavoro come SEO Copywriter & Digital Strategist: raccontare, valorizzare e progettare con consapevolezza e rispetto. Se hai piacere di segnalarmi qualche evento interessante scrivimi! Sono sempre aperto ad ascoltare nuove storie e a scoprire professionisti e racconti di vita.
