Cos’è il marketing tribale? Perchè una PMI dovrebbe pensare ad una strategia di marketing tribale per incrementare il proprio business? Nell’era dell’AI, si può utilizzare ancora questo tipo di strategia di marketing non convenzionale?
Ti invito a leggere questo articolo di blog di approfondimento anche perchè troverai esempi di marketing tribale e non convenzionale che potrebbero servirti d’ispirazione per il tuo business.
Cos’è il marketing tribale? La definizione di Cova
Ad introdurre il concetto di marketing tribale è Bernard Cova. è lui a proporlo come concetto alternativo al marketing tradizionale. In breve, contrappone un approccio basato sul one-to-one ad uno basato sulle comunità o su quelle che lui definisce come tribù.
La definizione di marketing tribale è perciò la seguente:
L’approccio al mercato che, sulla scorta delle indicazioni provenienti dagli studi di sociologia dei consumi, tende a focalizzare l’attenzione sul consumatore post-moderno e sul soddisfacimento di un suo bisogno fondamentale, “quello di ristabilire un legame sociale e comunitario” (Cova, 2003).

Parliamo quindi di un’attività di marketing non convenzionale (se vuoi approfondire questo tema ti rimando a questo articolo di blog). Questa disciplina si intreccia profondamente con il marketing emozionale, poiché fa leva sui sentimenti condivisi per unire le persone attorno a un brand. Al tempo stesso, attinge a piene mani dal marketing relazionale, dato che l’obiettivo primario non è la singola vendita immediata, ma la costruzione di un rapporto duraturo tra l’impresa e i suoi interlocutori.
Ma quindi, facendo un passo indietro, cos’è una tribù? E come si lega alle attività di marketing e comunicazione di una PMI?
Due libri di marketing che esplorano il concetto di tribù
Negli ultimi anni ho ampliato le mie conoscenze con manuali che abbracciano diversi ambiti del marketing, della comunicazione, della consulenza, del digitale, ecc. Ho apprezzato tanti autori, italiani e stranieri, e tra gli altri sono rimasto colpito dalle competenze di Matteo Rinaldi.
Lui è l’autore di “Mindset tribale”, uno dei libri che, a mio parere, racconta meglio tutto quello che c’è dietro questa tipologia di approccio e in cui troviamo tantissime testimonianze sul tema. Ad esempio Mar Serran, fondatrice di Origin Insights, ci offre una sua definizione di tribe abbinata al marketing: “Una tribù oggi rappresenta un gruppo di persone che condividono un’esigenza specifica, una passione o un punto di tensione legato a un argomento preciso”.
E così, se in passato il marketing tradizionale si basava sul rapporto tra consumatori e prodotto, oggi il marketing tribale si differenzia perchè si focalizza sul legame che le persone creano con il brand. Un cambio di paradigma in cui il marketing emozionale diventa la chiave per toccare le corde giuste e creare quel senso di attaccamento profondo. Questa trasformazione la racconta anche Seth Godin nel suo libro “Tribù” dove esplicita su come sia importante individuare valori, obiettivi, cultura, messaggi, linguaggio della propria tribe per comunicare al meglio ed evitare i classici messaggi autoreferenziali che spopolano in ambito pubblicitario.
Come posso fare in modo che la mia PMI adotti un approccio per diventare una tribù? La risposta è una sola: analizza e fai le domande giuste.

3 Vantaggi del community marketing per la tua strategia
Una PMI solitamente decide di iniziare un’attività di marketing tribale perchè ritiene che questa sia strategicamente corretta. Mediante questa scelta, guidata dai principi del marketing emozionale e dalla visione del marketing relazionale, può ottenere nel tempo vantaggi legati a:
- Fidelizzazione. I clienti e potenziali clienti che entrano in contatto con il brand, pian piano sono sempre più attratti dalla tipologia di comunicazione svolta dall’azienda. Un potenziale cliente potrà facilmente diventare cliente se si sentirà coinvolto.
- Costi. Il marketing tribale, essendo un’attività di marketing non convenzionale, può essere considerata un’alternativa economica ad altre tipologie di attività di marketing e comunicazione. Se provi a pensare a quanto può costare uno spazio pubblicitario in tv, una sponsorizzazione di un evento o un cartello pubblicitario in strada, ti renderai conto di come questa azione possa essere strategica per PMI.
- Passaparola. Le persone che appartengono ad una tribù o ad una comunità condividono più facilmente i propri pensieri ed esperienze e possono trasformarsi in veri e propri ambassador. Questo è un grande vantaggio competitivo per l’azienda che così è sostenuta positivamente da altre persone e riceve un grande beneficio a livello di immagine.
Uno degli scopi del marketing tribale è infatti quello di creare delle community intorno al brand di riferimento. Nel prossimo paragrafo ti racconto come alcune aziende sono riuscite a svolgere appieno quest’attività.
3 esempi di marketing tribale da cui puoi prendere ispirazione
Il marketing tribale è un modo di innovare, rivoluzionare il proprio approccio con una modalità di marketing non convenzionale, relazionale ed emozionale. Negli anni di studio e lavoro ho potuto osservare aziende che, grazie alla loro attività digital, hanno creato vere e proprie comunità di affezionati. Ti lascio 3 esempi di brand che in ottica di community marketing:
- WeRoad. Se hai già letto altri contenuti del mio blog, potresti essere incappato nella citazione di questo brand. L’approccio digital è particolarmente distintivo e lo si può riscontrare su ogni touchpoint (sito web, advertising, social media, ecc.). In relazione all’attività di marketing tribale si può osservare come l’azienda sia riuscita a creare veramente una community che diffonde il brand di sua spontanea volontà. In relazione a questo è importante la figura del coordinatore WeRoad, il quale applica sul campo un perfetto modello di marketing relazionale diventando il vero ambassador di ogni viaggio organizzato.
- Serenis. Tra le aziende più rivoluzionarie in ambito digital c’è sicuramente Serenis. Il marketing emozionale di Serenis normalizza la fragilità dell’essere umano con un linguaggio che parla direttamente ai giovani. Attraverso una narrazione e una comunicazione intima e priva di tabù trasforma la vulnerabilità in un valore condiviso. L’obiettivo di un’azienda come Serenis è quello di utilizzare un approccio di marketing non convenzionale e di marketing tribale per dimostrare che rivolgersi ad uno psicologo non è una cosa “da pazzi” ma un gesto di coraggio e di forza.
- Redbull. Quando si parla di questo celebre brand non ci si riferisce solo agli sportivi ma ad una precisa nicchia: gli “adrenaline junkies”, persone che non sopportano la monotonia della routine e sono sempre alla ricerca di esperienze adrenaliniche. Se osservi a fondo le attività di comunicazione e marketing attivate da Redbull negli ultimi anni, noterai quanto siano loro il target principale di riferimento. Se vuoi approfondire, ti invito a leggere il testo di Mindset Tribale dove Luca Bertocci racconta questo caso studio molto interessante.

Se conosci altre aziende che hanno lavorato strategicamente con un approccio di marketing non convenzionale… scrivimi! Sono sempre curioso di approfondire e scoprire attività di comunicazione e marketing che valorizzano i brand italiani e stranieri.
Come fare marketing tribale nell’era dell’AI
Senza dubbio l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per migliorare il proprio approccio di marketing tribale. Per farlo è necessario istruire l’AI con tutte le caratteristiche della tribù e del pubblico di riferimento per far sì che i contenuti creati siano in linea con ciò che si aspettano le persone della tribe.
L’algoritmo è infatti molto utile in fase analitica per raccogliere le idee e trovare nuovi input. A questi, però, bisogna aggiungere un tocco di empatia e autenticità: sono questi gli ingredienti fondamentali per trasformare i dati grezzi in quel senso di appartenenza che rende solide le basi di ogni community.
Ti è piaciuto questo articolo sul community marketing e sulle tribù? Vorresti un parere su altre tematiche legate a marketing e comunicazione? Contattami qui oppure visita la pagina principale del mio blog e vedi se ho già trattato l’argomento.
